L’Osservatorio di Al-Azhar per la lotta contro l’estremismo risponde al messaggio con cui i Fratelli musulmani incitano alla lotta contro lo Stato egiziano

Ultimo aggiornamento: 22/04/2022 10:01:25

Risposta dell’Osservatorio di Al-Azhar per la lotta contro l’estremismo alla dichiarazione del gruppo terrorista dei Fratelli musulmani pubblicata sabato mattina 23 febbraio 2019 (26 febbraio 2019)[1]

 

Il gruppo terrorista dei Fratelli ha pubblicato sul suo sito ufficiale una dichiarazione dal titolo “Epistola dei Fratelli musulmani: consolazione differita e ricompensa meritata”. Si dà il caso che il gruppo abbia pubblicato la dichiarazione cominciando con una frase di Dio l’Altissimo: «E non dite di coloro che son stati uccisi sulla via di Dio: “Son morti”. No! Che anzi essi sono viventi, senza che voi li sentiate» [al-Baqara 2,154]. Si tratta di una citazione fuori luogo, che estrapolata dal suo contesto risulta falsa. I veri martiri sono coloro che difendono la loro patria contro tutti gli aggressori. Donano la propria anima in sacrificio per proteggere la loro terra, i loro popoli e tutti quelli che vivono sul loro territorio. Non sono quelli che terrorizzano i loro compatrioti, che minacciano la loro sicurezza, e che cercano di diffondere il caos e la corruzione nel Paese.

 

La dichiarazione del gruppo terrorista ha chiaramente invitato gli egiziani a diffondere il caos nel loro Paese, dove essi beneficiano di sicurezza e protezione. In questo modo essi rivelano il loro volto orribile, che hanno cercato a lungo di nascondere per ingannare i giovani. Espongono alla luce del sole i loro veri obiettivi di lungo termine. Riconoscono, esprimendolo chiaramente, di costituire un gruppo che professa la violenza. È questo il loro modo d’agire. L’obiettivo miserabile e disperato che tentano di realizzare consiste nel minare le fondamenta dello Stato, provocare una fitna [discordia, NdR] tra i suoi cittadini, e buttarsi nella mischia del caos e dello smarrimento fratricida di cui hanno sofferto e soffrono ancora diversi Stati della regione.

 

Il titolo di questa dichiarazione attira l’attenzione usando l’espressione «consolazione differita». Evidentemente questo titolo ha un significato. È un chiaro invito da parte di ignoranti a vendicarsi e ad abbandonare le istituzioni statali e il regime nel suo complesso.

 

L’Osservatorio intende chiarire che questo desiderio delirante di vendetta e di rivincita del gruppo terroristico non ha nessun legame con gli insegnamenti della religione. Il gruppo cerca, senza successo, di impadronirsi di queste prescrizioni e di metterle in pratica per i propri scopi malevoli. Nella dichiarazione ciò è evidente soprattutto quando il gruppo riconosce di essere in una situazione di rottura con il regime, di trovarsi in mezzo a un guado, di dover andare avanti, di rischiare di non poter recuperare ciò che hanno perduto e di non salvare ciò che è rimasto! Quanti leggono la produzione del gruppo dei Fratelli attraverso ciò che hanno scritto i suoi autori potrà percepire il livello del loro estremismo e della loro deviazione dalle prescrizioni della vera religione. Ciò che fanno non rispetta gli insegnamenti della religione per la quale Dio ha inviato il suo Profeta, che la Sua misericordia venga sul mondo. La loro percezione della società è sempre la stessa, non cambia. Nella loro visione, la società è una società dell’ignoranza [pre-islamica] governata da tiranni. Di conseguenza, l’idea della secessione e della rivolta contro questa società è fondamentale per loro. La prova di tutto ciò sta in quello che ha scritto Sayyid Qutb riguardo la hākimiyya, la jāhiliyya, il takfīr [dichiarazione di miscredenza, NdR] dei governi e delle società musulmane con il pretesto che hanno abbandonato ciò che Dio ha fatto discendere [rivelato]! La loro dichiarazione si fonda su qualche verso poetico di questo estremista al fine di infiammare l’ardore dei giovani e di esortarli al combattimento, al terrorismo. È una realtà innegabile che suscitare l’ostilità verso uno Stato sulle cui terre viviamo, sotto il cui cielo ci proteggiamo, dei cui frutti ci nutriamo, è un’assurdità per ogni persona ragionevole.

 

Non bisogna nascondere il fatto che tra i doveri del musulmano c’è la fedeltà e l’attaccamento alla propria patria, alla sua protezione e difesa, con ogni parola e con azione. L’amore per la patria è una questione di fede. Questo è ciò che sostengono la dottrina islamica e la tradizione profetica, e, soprattutto, e ciò su cui concordano coloro che hanno una sana predisposizione naturale e una mente retta.

 

Vi invitiamo a valutare e riconoscere le contraddizioni contenute in questa dichiarazione: mentre il gruppo invita alla rivoluzione per salvare la patria, l’Ufficio generale dei Fratelli terroristi, con la sua dichiarazione, tende le mani e lascia le porte delle sue istituzioni spalancate a tutti coloro che sono desiderosi di svolgere questo compito, in vista di una preparazione che non è finita e che non lo sarà fino a che non si giungerà alla vittoria, (a sua volta) garantita dalle anime dei martiri, e con la quale Dio purificherà l’ira dei cuori dei credenti. Tali imprese distruggerebbero lo Stato, trascinerebbero i suoi giovani come i suoi uomini maturi in un circolo vizioso, porterebbero a spargimenti di sangue e allargherebbero il divario tra le componenti della società egiziana, il che sarebbe catastrofico per tutti, senza eccezioni. Se la nave della patria viene affondata – Dio non voglia – nessuno sarà risparmiato.

 

L’Osservatorio si interroga riguardo chi si trovi dietro a questo gruppo e chi li sostenga con finanziamenti e armi per ottenere questo scopo, in modo ingiusto e aggressivo, fino a versare il sangue degli innocenti, dei difensori della sicurezza della patria, di coloro che sono in prima linea: da dove viene la libertà di dichiarare le loro porte aperte a coloro che si farebbero avanti per combattere la propria patria? Non si tratta forse di una dichiarazione esplicita di tradimento del gruppo terroristico e del riconoscimento del loro collaborazionismo?

 

L’Osservatorio per la lotta contro l’estremismo è convinto che il gruppo terrorista dei Fratelli segua le tracce di Isis e dei gruppi terroristi che si impegnano a diffondere il caos, a mettere in pratica un’agenda nascosta, per tentare senza successo di minacciare la nostra sicurezza. È dovere di ogni individuo vivente sul suolo egiziano mantenere la coesione della patria, lavorare al suo sviluppo e agire per la sua prosperità. L’amore per la patria non si traduce in espressioni pompose, in parole scintillanti, in slogan carichi e contraffatti, o in appelli attraenti, al contrario, è strettamente legato alle azioni dell’individuo e ai suoi comportamenti. Ogni uomo nella società ha il dovere di manifestare il suo amore per la patria; è suo dovere rispettarne le leggi e le regole, preservare e vegliare sulla sicurezza dei suoi beni [dello Stato]. Questo lo conduce a compiere la sua missione e le sue funzioni con sincerità e amore, a prendersi cura del bene della patria, delle sue ricchezze, delle sue risorse, contro l’inettitudine dei falsificatori e degli ingannatori.

 

Che Dio protegga l’Egitto e il suo popolo da ogni abominio e male.

 


[1] Radd marsad al-Azhar li-mukāfahat al-tatarruf ʻalā bayān jamāʻat al-ikhwān al-irhābiyya al-sādir fī sabāh yawm al-sabt al-muwāfiq 23/02/2019, 23 febbraio 2019, https://bit.ly/38vqjoS, traduzione dall'arabo al francese di D. Avon. Traduzione in italiano a cura della redazione di Oasis.

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