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Religione e società

Arabia Saudita: donne e mercato del lavoro

Breve rassegna della stampa araba

Ultimo aggiornamento: 29/05/2018 11:23:25

L’Iran in un’ondata di repressione dei diritti della donna perché “nemici dello Stato” da al-‘Ayn Le autorità iraniane hanno inasprito la repressione nei confronti delle attiviste dei diritti delle donne nel Paese, ritenute “nemiche dello Stato”, dopo averle sottoposte a una serie di severi interrogatori sulle loro iniziative, considerate alla stregua di attività criminali. Nella prima metà del 2016, Amnesty International ha messo in guardia dalle crescenti restrizioni sui diritti della donna in Iran, spiegando che più di dieci attiviste a Teheran sono state citate in giudizio senza una ragione chiara e sottoposte a interrogatorio da parte della Guardia della Rivoluzione senza essere assistite dagli avvocati, e sono state vittime di insulti e minacce di reclusione con l’accusa di attentare alla sicurezza nazionale. Le autorità hanno attaccato in particolare due iniziative lanciate da donne iraniane su un sito web noto come “scuola femminista”, che diffonde rapporti sulle questioni femministe e lo stato dei diritti delle donne in Iran e a livello internazionale, e “la campagna per cambiare il volto maschilista del Parlamento”, lanciata con l’obiettivo di favorire la presenza di candidati e candidate sostenitori/trici dei diritti della donna in Parlamento. Queste due iniziative hanno subito una campagna di pressioni per porre fine alle loro attività. […]

 

 

 

 

 

“Saudi Vision 2030” e la disoccupazione femminile Al-Iqtisadiyya, 11 agosto 2016 […] “Saudi Vision 2030” mira ad aumentare le esportazioni non petrolifere, progredire nel Logistics Performance Index passando dalla venticinquesima posizione nel Global Competitiveness Index ai primi dieci, e aumentare il volume dell’economia saudita. “Saudi Vision 2030” prevede una maggiore partecipazione al PIL delle piccole e medie imprese, un processo che è già stato avviato conformemente alla decisione del Consiglio dei ministri dopo l’approvazione dell’istituzione della Commissione generale per le piccole e medie imprese. Queste ultime infatti sono diventate, in molti Paesi del mondo, gli indicatori più precisi di un’economia di successo, mentre a livello mondiale costituiscono la maggiore fonte di reclutamento di manodopera per combattere la disoccupazione, sono uno dei driver fondamentali dell’economia nazionale, e svolgono un ruolo importante nella produzione di posti di lavoro per i giovani del Paese e nell’inserimento della donna nel mercato del lavoro. […] Quel che è certo è che al momento gli ambiti e i posti di lavoro nel settore privato sono alquanto limitati per le donne se si considera che nel 2014 l’88 per cento delle persone entrate nel settore privato del mercato del lavoro erano uomini, mentre la percentuale delle donne era del 12 per cento. Nel 2014 il tasso di disoccupazione femminile ha raggiunto il 32,8 per cento, mentre per gli uomini era del 5,9 per cento. Tutto ciò richiede al Ministero della pianificazione uno sforzo ulteriore per studiare come ampliare gli ambiti di partecipazione delle donne nel sistema economico nazionale e creare nuovi posti di lavoro. […]

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